Terra di Fuoco

Eruzione del 1669:

I segnali della grande eruzione iniziarono la sera dell’8 marzo 1669; una serie di terremoti lievi dapprima, più accentuati in seguito, fino a diventare fortissimi il terzo giorno.
Contemporaneamente, fra boati e “fremiti orrendi”, una profonda spaccatura del suolo si apriva a Nicolosi fino alla estrema vetta del vulcano, lunga ben 14 km. Ben presto essa divenne in molti punti teatro di esplosioni furiose, detonazioni assordanti e proiezioni di colonne di cenere e lapilli infuocati.
Nella parte bassa di questa spaventosa fenditura incominciò a fluire la lava sanguigna tanto copiosa da dare l’impressione di un fiume di ferro.

Eruzione del 1886:

La lava minacciò Nicolosi, fermandosi a qualche centinaio di metri prima dell’abitato, nel luogo in cui il Cardinale Dùsmet aveva portato in devota e commovente processione il velo di Sant’Agata, patrona della città di Catania. Sul luogo del miracolo sorge una cappella votiva.

Eruzione del 1892:

L’eruzione si verificò sul fianco meridionale della Montagnola (quota 1900 m.) dando origine ai Monti Silvestri.

Eruzione del 1910:

Scaturita in vicinanza dei Monti Silvestri, per poco non seppellì il villaggio di Borrello presso Belpasso (quota 700 m.).

Eruzione del 1928:

L’eruzione del 2 novembre del 1928, per quanto di breve durata (rallentò il 12 e cessò il 20 novembre), è da annoverare tra le più disastrose dell’Etna. Devastò infatti 770 ettari di terreno coltivato a boschi e agrumeti, e 550 fabbricati (quasi per intero il comune di Mascali sito sul mare).

Eruzione del 1971:

L’eruzione del 1971, la cui durata è stata di 69 giorni, si è manifestata in due fasi: nella prima (4 aprile – 12 maggio) con la colata sul versante Sud dell’Etna, da quota 3.000 m. a quota 2.200 m., distruggendo il secondo tronco della vecchia funivia e l’Osservatorio Vulcanologico; nella seconda fase con la colata apertasi a quota 1840 m. sul versante orientale, che minacciò alcuni centri abitati come Fornazzo e S. Alfio, arrestandosi a circa 7 chilometri dal mare.

Eruzione del 1981:

Nel versante Nord in pochissimi giorni le colate hanno ricoperto terreni fertili (boschi e frutteti) ed hanno raggiunto la periferia del paese di Randazzo, arrestandosi nel letto del fiume Alcantara. Oltre ai danni causati alle colture, le colate hanno interrotto la strada statale Randazzo-Linguaglossa e la ferrovia Circumetnea Catania-Riposto.

Eruzione del 1983 e del 1985:

Le eruzioni hanno coinvolto il versante Sud e hanno causato ingenti danni alla stazione turistica di Etna Sud (Nicolosi), anche se non hanno interessato i centri abitati.
Le colate di entrambe le eruzioni hanno distrutto la moderna telecabina (realizzata dalla società Agudio), e gli impianti scioviari, nonché la strada provinciale 92 Nicolosi-Rifugio Sapienza. Da segnalare che durante l’eruzione del 1983 per la prima volta i tecnici vulcanologici hanno effettuato il tentativo di “deviazione di una colata lavica” con esplosivo.

Eruzione del 1991/1993:

L’eruzione, molto lunga (471 giorni) ha coinvolto il versante Sud-orientale, minacciando e raggiungendo, con il fronte lavico più avanzato, il paese di Zafferana. Quest’eruzione è stata caratterizzata dalla formazione di numerose bocche effusive “effimere” in valle del Bove, le quali hanno contribuito a fare raggiungere quote più basse alle colate.

Eruzione del 2001:

Eruzione devastante come quella del 1983 sempre sul versante Sud del vulcano. Funivia ed impianti scioviari distrutti, strada provinciale Rifugio Sapienza-Zafferana interrotta dalle colate nei pressi del piazzale dei Monti Silvestri.

Eruzione del 2002:

Quest’eruzione, che ha coinvolto sia il versante Sud che quello Nord, è stata caratterizzata dalla formazione di due sistemi eruttivi: quello Sud, le cui colate hanno ripercorso le colate dell’eruzione del 2001 e quello Nord, le cui colate hanno cancellato in pochissimi giorni la stazione turistica di Etna Nord (Piano Provenzana), fiore all’occhiello del paese di Linguaglossa.